Aesthetics (BA) 2026/27 – Aesthetics of Communication and Information
Nell’età dell’informazione ogni tentativo di estrarre ordini espressivi dalla complessità e di costruire la realtà come un tutto dotato di senso deve fare i conti con i modi della tecnica. Dagli anni Cinquanta il pensiero ha cominciato a considerare la possibilità — reale o fittizia, desiderabile o distopica — di meccanizzare la produzione di senso, in un ampio contromovimento rispetto alle concezioni idealistiche, romantiche e vitalistiche uscite dalla crisi europea. Più di recente, però, l’atmosfera attorno alla tecnologia simbolica e al simbolismo tecnologico ha preso una piega dichiaratamente antirazionalista: magia, religione e mito ricompaiono accanto agli algoritmi e ai large language models, e gettano una luce nuova sui problemi dell’autonomia, del rapporto mezzi/fini e della produzione di significato. Il corso esplora che cosa sia la comunicazione alla luce delle tecnologie dell’informazione e degli immaginari socio-tecnici del tardo Novecento. Leggeremo testi di Umberto Eco, Max Bense, Federico Campagna, James Bridle, Erik Davis e altri come porta d’accesso alle economie simboliche di oggi e alle loro incarnazioni: piattaforme, infrastrutture, data center, media digitali.